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Onboarding dei nuovi assunti: best practice da implementare

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Onboarding dei nuovi assunti

Assumere una nuova risorsa non è sicuramente una passeggiata. Ma accompagnarla durante la fase iniziale del suo inserimento in azienda è ancora più importante.

L’onboarding dei nuovi assunti è una fase cruciale per il successo a lungo termine di qualsiasi azienda. Questo processo, se ben strutturato, può contribuire a creare una solida base per la crescita e la produttività dei dipendenti, consentendo loro di integrarsi rapidamente nella cultura aziendale e di raggiungere la massima efficienza nel minor tempo possibile.

In questo articolo, illustreremo questo concetto, insieme alle nostre best practice per l’onboarding dei nuovi assunti, focalizzandoci su come ottimizzare questo processo in modo da massimizzare i risultati e ridurre il rischio di turnover.

Onboarding dei nuovi assunti: focus

Il processo di onboarding rappresenta un momento critico nel ciclo di vita di un nuovo dipendente. Per onboarding, si intende il processo di inserimento aziendale e avviamento professionale di un nuovo dipendente. Durante questa prima fase, il nuovo assunto non solo deve apprendere conoscenze e competenze nuove per imparare la mansione, ma anche imparare a conoscere la cultura aziendale e organizzativa.

Se gestito adeguatamente, questo processo contribuisce notevolmente a salvaguardare l’investimento in ricerca e selezione dei talenti. Infatti, uno studio condotto dal Gruppo Aberdeen nel 2016 dimostra che i dipendenti che vivono un’esperienza di onboarding positiva hanno il 69% di probabilità in più di rimanere in azienda per minimo tre anni.

Questo concetto è ulteriormente supportato dalla curva di onboarding descritta nel libro “The First 90 Days” di Michael Watkins. La curva evidenzia come il nuovo dipendente impieghi circa 3 mesi per raggiungere il punto di breakeven, ovvero il momento in cui passa da essere un “consumatore di valore” a “creatore di valore” per l’azienda. Tuttavia, è interessante notare che la maggior parte delle aziende comincia a vedere un ritorno sull’investimento solo dopo circa 6 mesi.

Fortunatamente, esistono strategie e tecnologie HCM (Human Capital Management) mirate che possono accelerare questo processo di integrazione, consentendo al nuovo dipendente di diventare produttivo in un periodo di tempo più breve e con meno sforzi. Attraverso l’implementazione di un processo di onboarding strutturato e mirato, l’azienda può fornire al nuovo arrivato tutte le risorse e le informazioni necessarie per una rapida integrazione nel team e nella cultura aziendale.

onboarding dei nuovi assunti e benvenuto iniziale
Strutturare il percorso di onboarding dei nuovi assunti è fondamentale per la buona riuscita dell’inserimento aziendale.

6 best practice per l’onboarding dei nuovi assunti

Dato che l’onboarding è un investimento prezioso per qualsiasi azienda, non può essere lasciato al caso: al contrario, è necessario studiare una strategia mirata e ben strutturata. In questo modo, le aziende possono massimizzare l’impatto dell’onboarding, favorire la permanenza dei dipendenti in azienda e promuovere un ambiente di lavoro positivo e collaborativo.

Di seguito, abbiamo raccolto le nostre best practice per eccellere in questa fase così delicata e importante.

1. Creare un piano di onboarding personalizzato

Ogni nuovo assunto ha bisogni, competenze e aspettative diverse. Pertanto, è essenziale sviluppare un piano di onboarding personalizzato per ciascun dipendente. Questo piano dovrebbe includere una panoramica delle responsabilità del ruolo, un elenco delle competenze necessarie per svolgere le mansioni in modo efficace e un calendario delle attività di formazione e integrazione.

Potrebbe aiutare includere un assessment sulle soft skill, se non già erogato in fase di selezione. Attraverso l’analisi delle soft skill, è possibile individuare i punti di forza e quelli di crescita del nuovo assunto, e impostare così un piano di sviluppo e di formazione cucito su misura del neoassunto.

2. Coinvolgere i dipendenti chiave

Coinvolgere i dipendenti in ruoli chiave nel processo di onboarding può fare la differenza. Secondo recenti studi, infatti, è emerso che la maggior parte delle aziende assegna ai top manager il compito di presentare al neoassunto il nuovo team di lavoro e i nuovi colleghi.

Assegnare un “mentore” al nuovo arrivato aiuterà a facilitare il processo di integrazione e a fornire un punto di riferimento per qualsiasi domanda o dubbio. Inoltre, organizzare sessioni di formazione di gruppo e coinvolgere i membri del team in attività di team-building aiuta a costruire relazioni più solide e a favorire un ambiente di lavoro favorevole.

3. Offrire una formazione completa

La formazione on the job è essenziale per garantire che i nuovi assunti acquisiscano rapidamente le competenze necessarie per svolgere il loro lavoro in modo efficace. Questa formazione dovrebbe riguardare sia le competenze tecniche e trasversali specifiche del ruolo, sia la cultura organizzativa, i valori e le politiche interne che caratterizzano l’azienda.

Inoltre, utilizzare diverse modalità di apprendimento può aiutare a soddisfare le varie esigenze di apprendimento individuali. L’ideale sarebbe fornire il giusto mix di diverse metodologie formative, come formazione in aula, sessioni di formazione online e affiancamento sul lavoro.

percorso di onboarding in presenza
Il percorso di onboarding si struttura in più parti, al termine delle quali il neoassunto è completamente autonomo nella sua nuova mansione.

4. Fornire feedback costante

Durante il periodo di onboarding, è importante fornire feedback costante al nuovo arrivato. Questo può aiutarlo a comprendere meglio le aspettative sul suo ruolo e a migliorare le sue prestazioni.

I colloqui periodici con il responsabile o il mentor sono un ottimo modo per monitorare i progressi e affrontare eventuali sfide, così come l’erogazione dell’assessment sulle soft skill utilizzato durante la selezione o a inizio onboarding, per verificare eventuali miglioramenti nei punti di crescita.

5. Rendere l’onboarding un processo continuo

L’onboarding non dovrebbe limitarsi alle prime settimane o ai primi mesi di lavoro del nuovo assunto. Dovrebbe essere un processo continuo che si estende anche dopo il periodo iniziale.

Organizzare workshop di formazione periodici, opportunità di sviluppo professionale e incontri di follow-up possono aiutare i dipendenti a crescere e a mantenere alto il loro livello di impegno e motivazione.

6. Automatizzare il processo di onboarding

L’automazione può semplificare notevolmente il processo di onboarding, riducendo il carico di lavoro amministrativo e migliorando l’efficienza. Con l’utilizzo di tecnologie e piattaforme digitali, l’azienda può automatizzare alcune fasi dell’onboarding, semplificando le procedure e liberando tempo prezioso per concentrarsi sulla formazione e l’integrazione del nuovo dipendente. 

Utilizzare strumenti come i software di onboarding e le piattaforme di formazione online può rendere il processo più rapido ed efficace. Ciò contribuisce a ridurre i tempi di apprendimento e ad aumentare la produttività, ottimizzando così l’intero processo.


Abbiamo visto, dunque, come il processo di onboarding dei nuovi assunti sia un investimento prezioso per qualsiasi azienda. Una strategia ben strutturata può contribuire a migliorare il tasso di retention dei dipendenti, aumentare la produttività e costruire un team coeso e motivato. Implementando le nostre best practice, le aziende possono garantire che i nuovi assunti inizino il loro percorso professionale con il piede giusto, promuovendo un ambiente di lavoro positivo e favorendo il successo a lungo termine per tutti gli stakeholder coinvolti.

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